È passato un mese, del nuovo anno, e superate le influenze di stagione e io devo ancora superare il Natale, del vecchio anno. 

Abbiamo già chiarito che non sono un tipo costante, ma così è decisamente troppo.
Non posso proprio proseguire a tenere in casa un blog se non scrivo quant’è vero oggi, e dico oggi, questo post.

Era ieri.

S’era detto almeno uno al mese, s’era detto almeno quando c’è qualcosa di importante da comunicare ma no, niente.
Il marketing palestrato, quello in ascesa libera, quello lì, che nella vita produce e fa carriera , lui che mi ammicca da ogni finestra aperta sugli schermi, evidentemente su di me non suscita sufficiente appeal.
Preferisco il marketing pigro e brizzolato, quello da “aspetta che ora ti vendo tutto il magazzino ma prima devo finire un’altra cosa”. Quello che ti sussurra negli occhi “ti prometto che un giorno ti saprò commercializzare”. E intanto ti invecchiano le idee. Mi piace perché, romanticamente, sono certa che diventeremo anziani lì, sulla panchina del basso profitto, ma insieme.

Bene, all’inizio di dicembre c’è stato un evento di cui avrei dovuto scrivere, già in ritardo, almeno ad inizio novembre. Soprattutto perché lo stavo organizzando io stessa. Sarebbe stata la redenzione di questo spazio: volevo citare tutti, linkare il linkabile, invitare l’invitabile. Dare un senso di utilità a queste mie parole. Contribuire allo svezzamento del nostro progetto. Puntare sulla promozione dei propri contenuti attraverso i propri mezzi… Se, Vabbè.

Grazie alle mie compagne di merenda ed organizzazione però, Ornella Sprizzi, Sara Marroni e Manuela Tamburelli, per fortuna il Merryhandmade Roma c’è stato ed è stato  un successone.


Una scoppiettante seconda edizione (purtroppo sul mio blog non troverete traccia neppure della prima ma seguite la pagina facebook , spulciate nel web, guardate i video, leggete i blog degli altri e  l’Instagram per vedere un po’ tutto ), una nuova arricchente esperienza, una fonte sorprendente di creatività, un pozzo di idee, un’esplosione di possibilità.
Non voglio dilungarmi sulla serietà dell’evento, sulle sue caratteristiche e sulla sua storia. Da dove nasce e cosa diventa. E soprattutto non parlerò qui della percezione giusta o sbagliata che ha prodotto: siamo nel 2017 e di moda, come ogni anno, torneranno gli anni ’80. 

Però voglio farmi una domanda.Ma a noi, chi c’è l’ha fatto fare a farlo di nuovo ?!

La verità è che siamo quattro entusiaste. Quattro tipe gioiose, quattro creative felici, esaltate sì ma dall’euforia della felicità degli altri. Quattro creature con la voglia di fare, di colmare, di sperimentare, di conoscere e contaminare. Perché crediamo in noi e negli altri, nelle capacità di sorprenderci per prime e per ultime, perché vogliamo creare spazio utile per chi ne cerca come noi. Per provare e vedere che succede.

Sì. Ok. Tutto bellissimo. Ma mi ero chiesta un’altra cosa:Ma a noi, chi c’è l’ha fatto fare a farlo di nuovo ?!

Ah ok, la verità è che in effetti siamo matte. Siamo del tutto fuori di testa. Quattro persone esaurite e quattro madri incoscienti, destabilizzate da nove figli e diversi mariti atei di fantasia, errabondi lavoratori ignari di photoshop. Siamo quattro pazze furiose che credono che esista la forza di volontà e di condivisione per far crescere un sacco di cose belle, di talenti, di occasioni. E che dissociarsi a volte serve ad associarsi. Siamo quattro impavide svalvolate, anzi a dire il vero molto pavide, piagnone e impressionabili, crediamo ancora a babbo natale, al bianconiglio, al babau, e a tutti quelli che ci hanno fatto BOOH! durante l’organizzazione. 

Scaltramente abbiamo tirato fuori un’attrezzatura che neppure i Ghostbusters ( in parte noleggiata) ed alla fine sconfitto il Marshmallow gigante, una roba zuccherina abnorme che sembra dolcissima e poi ti accorgi che è stomachevole.

Sta di fatto che sicuramente siamo quattro, come loro ed il lieto fine ce lo siamo meritato; e che il Merry Handmade è diventato nelle nostre teste e nei nostri cuori, ed anche sul nostro merchandising consapevolmente il Merry and Mad.

Se solo voi poteste ascoltare almeno un 10% dei vocali che abbiamo prodotto durante il mese di novembre capireste.
Se solo ci fosse la possibilità di produrre energia alternativa con i minuti accumulati di conversazioni non dovremmo più affidarci alle pale eoliche.

Invece, purtroppo, mentre i pannelli solari fanno il loro, il nostro scambio bimestrale di messaggi whatsapp ci è costato solo troppe ricariche telefoniche, una discreta ipertensione, saltuaria afonia, cronica disfonia, un principio di sordità ed una totale e devastante dipendenza da auricolare. 

È andata comunque alla grande, è stato bello. A questo punto voglio scriverlo solo per ricordarmelo, per ricordarcelo. 



Due giornate, tra il derby è il referendum, due capannoni, uno trendy l’altro groundy. Una bella atmosfera familiare. Un arcobaleno che ha unito i due in un ponte di codici pantone (non vorrei sbilanciarmi ma in mezzo credo di aver visto il Greenery).

Ospiti, professionisti, docenti, conoscenti, amici favolosi. 
Trenta espositori, belli da vedere e curiosi da conoscere; pieni zeppi di produzioni , di capacità. Desiderosi di mettersi in gioco. Sorridenti, fiduciosi, interessati.

Un’idea regalo collettiva di sviluppo, miglioramento, formazione, crescita che ci è costata una scommessa e più di una notte in bianco.


Collaboratori, sostenitori, supporter. Blogger e speaker, di emozioni oltre che di eventi. 
Partner coloratissimi, profumati, gustosi, utili, meno utili, presenti, meno presenti, molto intraprendenti o poco reattivi ma tutti comunque molto sorprendenti. 


Tanta partecipazione; visitatori motivati, allegri, ironici, chiacchieroni, pieni di pacchetti regalo e di creatività a portar via. Fare e far fare. Mi pare che anche stavolta abbia funzionato. Mio marito, per dire, è tornato a casa con mezzo chilo di tagliatelle fatte da lui e la promessa di cucinare una volta a settimana. Ve lo dico, vale l’evento. 

Alla fine di tutto ciò insomma mi dispiaccio davvero solo di una cosa: che i miei venti followers del blog, i riders soprattutto, non siano stati avvisati per tempo.
Sarebbe stato fighissimo, ora che ci penso, introdurre in tutto questo un raduno di harleysti. Ho già un paio di idee…Sarà per la prossima stagione?

Se volete restare informati provate intanto a seguirmi qui.
Qualche parola sulle mie peripezie mi sfugge sempre, anche prima che si concludano.
……..

Ma si fanno i credits alla fine di un post? Tipo, i titoli di coda?
Non lo so, comunque voglio ringraziare davvero tutti, con quel GRAZIE che per me è una parola con più di sei lettere.