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imageUna delle recenti trovate di italian slang che all’occorrenza uso anch’io. Nell’era del tutto e del troppo, dell’ovunque e del chiunque, il rafforzativo di qualunque è spesso fondamentale per ridare equilibrio alle situazioni. Per ricordarsi che tra te e tutto il mondo ci dev’essere anche l’altrove.
Ciaone proprio infatti. Io vado in vacanza. Nel senso di riposo con tempi distesi, in luoghi distesi. Familiari eppure da scoprire ogni volta perché stratificati di vita e di storia. Ci sono luoghi propri, che ti appartengono come il nome. Che in tanti li portano ma comunque il tuo è quello che ti rende unicamente te.

Mi sposto in uno di quei posti per fare quello che mi piace con le persone che più mi piacciono, ovvero la mia famiglia, quella stretta che entra in un solo abbraccio, quella che quando siamo insieme con gli stessi ritmi è finalmente famiglia.
Non si vedranno grandi cambiamenti nel mio esserci per tutti gli altri, in maniera disordinata come sono sempre io, ma nel frattempo cambierò.

Quella specie di muta che faccio ogni estate.

Buone vacanze e  greetings from…my happy heart.

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IMG_0088_1 Per la prima volta sono cliente e sono creativo.
Ho fatto la mia piccola cosa nuova. I baccelli in uscita adv.

Quando avevo un lavoro più vero di questo ne ho viste tantissime, valide, belle, divertenti, stimolanti, restare ferme per sempre ad una prima presentazione. Perché non capirebbero, non accetterebbero, non funzionerebbe, non è in linea, non c’è strategia, cambiatela tutta, rifalla! Sbuff.
Troppi passaggi e ripassaggi e un’idea inizialmente credibile ha poco scampo di resistere al client detector. Da qualche parte va rivista, troppo difficile accontentare tutti, e poi fare quello che dice ‘NO!’ dev’essere effettivamente godurioso.
Sappiate comunque che ogni volta che un responsabile marketing dice: ‘know how‘, c’è un creativo che da qualche parte cade a terra morto. «Se credete alle fate», urlò Peter, «battete le mani.»

È andata che avevo tre ore per pensarci e produrla tra l’accensione del ferro da stiro e la campanella della scuola e quindi inizialmente ho detto: “No. Grazie ma sarà impossibile. Ho tante idee ma ancora non è il momento giusto. Non mi voglio posizionare troppo (che sarebbe ‘sputtanarmi’ in un lessico gentile), su stampa poi, sono un progetto da chiudere, ci tengo che vada nella direzione giusta. Figuriamoci se io, che di pubblicità conosco le regole realizzo una creatività proprio per me stessa, a pagina intera, su due piedi, senza un brainstorming, un account (dove siete tutti ora che vi voglio?!), un copy, senza un fotografo, le luci giuste, i programmi aggiornati, con un tracking approssimativo e con una deadline così stretta da rispettare. Ma dai!”

Aspetta però. Io l’ho fatto almeno un centinaio di volte tutto questo.

E il progetto editoriale sembra buono, un free press, un fresco magazine di quartiere, una buona tiratura, strutturato da persone energiche che mi sembrano essere competenti. Si chiama Menabò. E già il nome mi fa pensare che ne valga la pena. Esce con il primo numero, mi piacerebbe esserci, sostengo l’inizitiva. Può aiutarmi a farmi conoscere in un ambiente di cui apprezzo il movimento, che riparte con buone idee e che va anche un po’ di moda. Il target lo conosco. Mi sento un dealer per una locale. Vuoi vedere che gira che ti rigira mi torna utile pure lo sfinente e frustrante sbattimento su Renault, Opel e Toyota?

Fammi un rough forza. Seee, non c’è tempo, e scordati le più proposte. Si va dritti al definitivo. I baccelli sono lì e mi guardano. Mica penserete che sia io il direttore creativo?Ambarabacciccìcoccò. Alle mie spalle la pila umida di lenzuola tace. Ooooook lo faccio io.

Ragioniamo sulla copy head… come te lo dico chi sono e che faccio se non lo so esattamente neppure io? Bene, lo lascerò decidere agli altri. Andata.

Voglio si capisca il prodotto. Si capisce? Mmmmm…ok, se non si capisce incuriosiscili e portali tutti da Saporiti. Lì potranno vedere e toccare. E la centrifuga melazenzeroecarota farà il resto. Tanto non sono pronta per avere il boom di vendite (…se volete però compratemi tutto!). Mi basta anche un pò di riconoscibilità.

Materiale fotografico a noi! Pochi pixel, bassa res, pochi pixel…Ecco. Quel viaggio speciale in Puglia nel resort dei miei sogni mi svolta mentre le ore utili sono diventate una. Avrei preferito più colore, ma che ne sapevo! Quanto sarebbe stato perfetto un baccellone color senape? Vabbè, almeno c’è luce naturale. Spero non esca una stampa piatta. Comunque non posso rifarla, la poltrona di casa mia non regge il confronto anche già solo perché è una sedia. E fuori piove. Prove colore neppure a pensarle! Approvo tutto così com’è.

Prego, ora però mi metta il logo più grande.
Ti piacerebbe eh? Col cavolo! Il logo è il mio e decido io. Piccolo. Piccolo. Piccoloooo! E sta dove deve stare e pesa quanto deve pesare secondo il mio ‘progetto’ di impaginazione. Che sì, è volutamente decentrata. Aaaaaaahhhh, è liberatorio quanto un urlo represso, provatelo!!!

E lo so, lo so signora mia. Ho usato il rotis sans serif che si usava per Alitalia dieci anni fa di cui per anni ho avuto il vomito e bla bla bla. Ma qui non si ‘ciacciera’, si lavora! Sono un tipo stondato e un pò vecchio stile ma con un sacco di idee fattibili. E l’importante è che le faccia. Vedrete che un giorno verranno font migliori per tutti.

Reparto creativo, reparto account, reparto produzione, mi siete mancati ma quei tempi infiniti di modifiche eterne NO! (… l’ho detto, goduria!). Qui corre tutto, sarà bene stare al passo o perlomeno farsi trovare lungo il tragitto. Siamo tutti migliorabili, per carità, ma spesso a forza di aspettare di migliorarsi si stagna nel sempre uguale. Ed io andrò avanti, con una subhead sbagliata che però parla di me.

Ora più che altro mi pare fondamentale una cosa: che arriviate tutti alla terza di copertina.
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Domenica io, i baccelli ed altre 2900 persone eravamo ad Explora, incorniciati da una giornata in festa.
Per chi non lo sa, forse perché non spiccica ancora il genitoriese, Explora è il Museo dei bambini di Roma, uno spazio ludico e costruttivo che li fa’ divertire ed imparare parecchio. Un’ottima idea quando non riesci a trovarne altre. https://www.mdbr.it

Ero lì fuori, dentro un bellissimo evento organizzato da Family Welcome, blog service di tendenze, utilità e curiosità dedicato alle mamme come me e a quello che gli ruota intorno e anche in testa. http://www.familywelcome.org
Grazie ai loro progetti sempre ben curati ha preso forma questa giornata dedicata al DIY (Do It Yourself), un festival per parlare di piccole ed emergenti realtà, tra artigianato e fare, pensieri e cibo bio, tanta stimolante creatività.

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Insieme a me tante belle persone, come sempre tante mamme con i superpoteri trasformate in invincibili ottimiste dal pizzico dell’epidurale come Giorgia che cuce a manetta babydoll per bimbe multicolor 
http://www.facebook.com/bebidihandmadebabyfashion
o Paola che gira su un’ape rosa shocking per sconfiggere il potere della noia e rivestire la città di texture ricercate http://www.facebook.com/www.lemieragazze.it e diversa gente attiva e capace che fa bene alla salute conoscere tipo Clara e Riccardo di Mozao che inseguo da tempo per poter assaggiare la zozzona, tigella dei miei sogni. http://www.facebook.com/mozao.it
Per questa volta mi son data alla nutella, ma non desisto. E poi tanti tantissimi altri.

Così, dalle 9 alle 19 ho ascoltato leggera il sottofondo della vita felice: risate, musica, sorrisate, urla, schiamazzi, suoni, rumori, richiami. Mamme, papà, nonni, zii, amici, piccole creature. Tutti quanti un pò bambini. La vita felice va festeggiata ogni tanto perché non sia così scontato poterla vivere. 

Sono stata veramente lieta di vedere e presentarmi a così tanti tipi di famiglia, ognuna con i suoi intimi perché ed ognuna con la sua sfacciata allegria.

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Un evento ben riuscito e colorato. Voglia di partecipare, oltre disponibilità. Contentezza all’unanimità. Ogni tanto un piantarello qua e là ma erano solo capricci, che in mezzo al tanto ci stanno sempre e comunque passano in fretta. Una risposta più che gradevole, il contesto giusto, incontri e conoscenze che faranno fiorire progetti. Senza dubbio bellissimi. La gioia dei piccoli di condividere uno spazio da inventare con i grandi è sempre formidabile.

Sembrava piovesse ed invece erano solo i piccioni.
Poi è comparso un arcobaleno da più di sette colori.

 

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Un bel papillon può fare la differenza ma nel mio caso ha fatto una somma. Il risultato di questa divertente collaborazione tra i baccelli e Officina del Papillon è una ventata di freschezza stilosissima: benvenuto al petit papillon i baccelli!

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Da oggi tra le creazioni a cui sono particolarmente affezionata c’è lui: per il battesimo, la comunione, un matrimonio, la foto di classe o anche solo per ricevere il primo bacio da una bella bimba durante un pic-nic tra amici. Che il tipo spiritoso piace, si sa.

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Caro bambino, con questo indosso sarai davvero un figo. Sempre bambino però! Sporcati e colora il mondo che la vita è bella crescerla così.

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Tiratela pure, anche se hai pochi mesi. Il tuo petit papillon sarà l’arma del conquistatore di coccole, il simbolo del nuovo principe azzurro. Mamma, nonne e zie cadranno irresistibilmente ai tuoi piedi. E riderete insieme.

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Perché l’idea scanzonata da cui nasce questo papillon è che non stringe fastidiosamente. Non vuole stringere i tempi della sua piccola età ma seguirli giocando. È leggero e semplice, ma può rendere originale e curato anche un outfit incompleto. Trasformarsi in elegantoni senza troppi “che gli metto?!”.

Insomma, quanto mi piace chi realizza con cura i propri progetti e li persegue con grinta ma soprattutto con una sana apertura alla voglia di sperimentare! La positività si trasmette e nell’Officina del Papillon si lavora così.
Si produce con gusto e con ottimismo, si realizzano papillon di ogni sorta con l’idea che lo stile vero segue solo la propria inclinazione. Ce n’è proprio per tutti : https://www.officinadelpapillon.com/
E se avete un evento a breve segnatevi anche la loro e-mail: info@officinadelpapillon.com
Grazie ad Angela ed Omar, e al loro modo di essere che dona una qualità speciale al loro lavoro artigianale e rende questi farfallini sfiziosi ed eleganti, eccentrici o sobri, gioiosi da indossare e capaci di volare…

Magari è il sole negli occhi o chissà, l’allegria di questa primavera…

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