Oggi mi sono scontrata con un post sul re-styling di una cameretta per bambini e sono rimasta un po’ perplessa da alcuni commenti che seguivano.

Si riferivano al retrogrado stereotipo del blu e del rosa, prima ancora che all’idea pratica, di cui trattava il post, della divisione cromatica utilizzata per ottimizzare uno spazio.

(Idea che a prescindere dai miei pigmenti prediletti ho trovato interessante nella sua semplicità e che probabilmente userò nel prossimo futuro.)

Non citerò nessuno per chi non l’ha letto, e non mi addentrerò troppo a lungo nel buco nero del dibattito, l’ho presa però come spunto per parlare del colore e difenderne i valori.

Lo penso da sempre ma mentre lo riscopro anche da madre, così tanto da vicino, lo vedo sempre anche durante i miei laboratori creativi. Al fatidico momento della scelta dei tessuti e delle vernici, femmine e maschi ribaltano ogni etichetta esistente e lo fanno senza bisogno di suggerimenti. Autonomamente mostrano gusti irreversibili rispetto a gradazioni e sfumature e scelgono spesso tinte poco comuni, a volte inattese. Sorprendente. Per qualcuno addirittura deludente. Eppure Il blu e il rosa sono solo dei colori tra gli altri, ma attenzione, proprio come tutti gli altri.

E va da sé che hanno quindi lo stesso diritto di essere scelti e risultare preferiti.

Restano il blu ed il rosa e non devono diventare bla e rosu, sembrare più rosso o meno tendente al viola per non offendere la dignità dei piccoli, per azzerare le differenze e rendere tutti più consapevoli sulle uguaglianze. Lo sanno pure i muri che ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.

La tolleranza dei sistemi universali, l’educazione al buon senso, la correttezza ed il rispetto verso gli altri, la modernità dei pensieri, la reciproca comprensione, lo scambio di opinioni, l’intelligenza, la cultura, la parità dei diritti, come lo smarrimento del clima, la geografia, la natura, la fisica e la biologia, secondo me, ma è solo un’opinione, vanno insegnate con altri mezzi, magari cercate altrove.

Io i colori li uso parecchio e ci ho guardato dentro, ma a parte la fantasia infinita, nel rosa giuro che queste altre cose non c’erano.

Vado a vedere se tante volte si sono nascoste nel blu, ma ho come uno strano presentimento.

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