IMG_0088_1 Per la prima volta sono cliente e sono creativo.
Ho fatto la mia piccola cosa nuova. I baccelli in uscita adv.

Quando avevo un lavoro più vero di questo ne ho viste tantissime, valide, belle, divertenti, stimolanti, restare ferme per sempre ad una prima presentazione. Perché non capirebbero, non accetterebbero, non funzionerebbe, non è in linea, non c’è strategia, cambiatela tutta, rifalla! Sbuff.
Troppi passaggi e ripassaggi e un’idea inizialmente credibile ha poco scampo di resistere al client detector. Da qualche parte va rivista, troppo difficile accontentare tutti, e poi fare quello che dice ‘NO!’ dev’essere effettivamente godurioso.
Sappiate comunque che ogni volta che un responsabile marketing dice: ‘know how‘, c’è un creativo che da qualche parte cade a terra morto. «Se credete alle fate», urlò Peter, «battete le mani.»

È andata che avevo tre ore per pensarci e produrla tra l’accensione del ferro da stiro e la campanella della scuola e quindi inizialmente ho detto: “No. Grazie ma sarà impossibile. Ho tante idee ma ancora non è il momento giusto. Non mi voglio posizionare troppo (che sarebbe ‘sputtanarmi’ in un lessico gentile), su stampa poi, sono un progetto da chiudere, ci tengo che vada nella direzione giusta. Figuriamoci se io, che di pubblicità conosco le regole realizzo una creatività proprio per me stessa, a pagina intera, su due piedi, senza un brainstorming, un account (dove siete tutti ora che vi voglio?!), un copy, senza un fotografo, le luci giuste, i programmi aggiornati, con un tracking approssimativo e con una deadline così stretta da rispettare. Ma dai!”

Aspetta però. Io l’ho fatto almeno un centinaio di volte tutto questo.

E il progetto editoriale sembra buono, un free press, un fresco magazine di quartiere, una buona tiratura, strutturato da persone energiche che mi sembrano essere competenti. Si chiama Menabò. E già il nome mi fa pensare che ne valga la pena. Esce con il primo numero, mi piacerebbe esserci, sostengo l’inizitiva. Può aiutarmi a farmi conoscere in un ambiente di cui apprezzo il movimento, che riparte con buone idee e che va anche un po’ di moda. Il target lo conosco. Mi sento un dealer per una locale. Vuoi vedere che gira che ti rigira mi torna utile pure lo sfinente e frustrante sbattimento su Renault, Opel e Toyota?

Fammi un rough forza. Seee, non c’è tempo, e scordati le più proposte. Si va dritti al definitivo. I baccelli sono lì e mi guardano. Mica penserete che sia io il direttore creativo?Ambarabacciccìcoccò. Alle mie spalle la pila umida di lenzuola tace. Ooooook lo faccio io.

Ragioniamo sulla copy head… come te lo dico chi sono e che faccio se non lo so esattamente neppure io? Bene, lo lascerò decidere agli altri. Andata.

Voglio si capisca il prodotto. Si capisce? Mmmmm…ok, se non si capisce incuriosiscili e portali tutti da Saporiti. Lì potranno vedere e toccare. E la centrifuga melazenzeroecarota farà il resto. Tanto non sono pronta per avere il boom di vendite (…se volete però compratemi tutto!). Mi basta anche un pò di riconoscibilità.

Materiale fotografico a noi! Pochi pixel, bassa res, pochi pixel…Ecco. Quel viaggio speciale in Puglia nel resort dei miei sogni mi svolta mentre le ore utili sono diventate una. Avrei preferito più colore, ma che ne sapevo! Quanto sarebbe stato perfetto un baccellone color senape? Vabbè, almeno c’è luce naturale. Spero non esca una stampa piatta. Comunque non posso rifarla, la poltrona di casa mia non regge il confronto anche già solo perché è una sedia. E fuori piove. Prove colore neppure a pensarle! Approvo tutto così com’è.

Prego, ora però mi metta il logo più grande.
Ti piacerebbe eh? Col cavolo! Il logo è il mio e decido io. Piccolo. Piccolo. Piccoloooo! E sta dove deve stare e pesa quanto deve pesare secondo il mio ‘progetto’ di impaginazione. Che sì, è volutamente decentrata. Aaaaaaahhhh, è liberatorio quanto un urlo represso, provatelo!!!

E lo so, lo so signora mia. Ho usato il rotis sans serif che si usava per Alitalia dieci anni fa di cui per anni ho avuto il vomito e bla bla bla. Ma qui non si ‘ciacciera’, si lavora! Sono un tipo stondato e un pò vecchio stile ma con un sacco di idee fattibili. E l’importante è che le faccia. Vedrete che un giorno verranno font migliori per tutti.

Reparto creativo, reparto account, reparto produzione, mi siete mancati ma quei tempi infiniti di modifiche eterne NO! (… l’ho detto, goduria!). Qui corre tutto, sarà bene stare al passo o perlomeno farsi trovare lungo il tragitto. Siamo tutti migliorabili, per carità, ma spesso a forza di aspettare di migliorarsi si stagna nel sempre uguale. Ed io andrò avanti, con una subhead sbagliata che però parla di me.

Ora più che altro mi pare fondamentale una cosa: che arriviate tutti alla terza di copertina.
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