12484856_1524964224472307_9170648343057052509_oRagazzi, già. Io non ho l’età che dimostro.
È stato un disastro fino ad un certo punto. C’è stato un lunghissimo periodo in cui volevo essere presa in considerazione per i miei effettivi anni, ma per mancanza di capello patinato, tacchi, trench, crema antirughe ed occhiale da sole (giuro che l’occhiale da sole giusto, che non ho mai portato perché amo il sole negli occhi, ti aiuta parecchio a darti un tono), questa cosa non accadeva mai.
Oggi finalmente fa un pò comodo, a parte lo sfogo da teen ager che mi sta irritando il viso.

Comunque, sono stata al Wave Market. Un movimento, un progetto, la voglia di fare di due, e più, ragazzi bravi e desiderosi di cambiare alcune cose, migliorarne altre ed inventarsi quel futuro prossimo che gli appartiene. Alin, fotografo del mio cuore ed Alessia, bella psicologa da copertina mi hanno inviatata a prender parte all’evento ed io ed i baccelli potevamo solo felicemente dire di sì. C’erano cose belle, e persone belle.

È uscito il sole, nonostante le previsioni. Avevo accanto una cara amica fatta di luce, un paio di bionde surfiste ed il profumo del mare a due passi dal litorale, all’Ex Depò di Ostia.
Arrivava comunque anche quello dei carciofi fritti della Friggitoria, nel corner food. Ottimo.

È stato piacevolissimo, sembrava estate. Ridevamo, andavamo in altalena, ci spruzzavamo l’acqua…o era prosecco? e poi nel pomeriggio ci siamo ricordati che era marzo quando è calato il gelo ed io indossavo uno strato di cotone leggero ceruleo a pois.

Tanti ragazzi, un’atmosfera universitaria che mi ha fatto sorridere e pensare bene. C’è gente che ha sempre bisogno di tuffarsi in stimoli creativi, di scoprire, di confrontarsi, di scegliere. Ed è bello vederlo. Ogni età, se chiude le finestre sull’età degli altri, si impoverisce. Il confronto è utile, bisogna guardare per vedere quello che succede anche dove siamo già passati o non siamo ancora arrivati.

Ho rivisto amici, conosciuto amici e riconosciuto amici, e due cinesi di Pechino che vivono in Belgio e non so come erano lì hanno apprezzato il mio lavoro e ciò mi gasa. Mi basta poco, lo so. Poi c’era Fernando Cobelo, sognatore venezuelano e illustratore torinese, un ordinario giovane uomo di quelli rari però, che con la sua poesia e uno scorcio di stelle ha incantato tutti. Anche me.

Intanto da domani porterò gli occhiali da sole in borsa che non si sa mai. Bravi, bello, bis. Sono tutte parole con la B, come Baccelli.

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